Il mercato immobiliare italiano
L’andamento del mercato immobiliare italiano risente della crisi finanziaria che, proveniente dal continente americano, sta rallentando l’economia europea e bloccando quella italiana, da sempre anello debole dell’Unione Europea.
La crisi, che parte proprio dal mancato riscatto dei cosiddetti “mutui facili” da parte delle famiglie più deboli americane, ha fatto lievitare le rate dei mutui ad interesse variabile, mettendo in seria difficoltà molte famiglie italiane; e costringendo la classe politica a mettere ai primi posti dell’agenda questo problema. D’altro canto, la progressiva diminuzione del potere d’acquisto reale delle famiglie, rende più difficile forme d’investimento votate “al mattone”.
Il trend della compravendita d’immobili, specialmente riguardo alle abitazioni, può essere capito se si mettono in rapporto i dati della seconda metà del 2007 con le stime per il corrente anno. Se dallo scorso giugno si era notato un certo calo delle richieste d’abitazioni, commisurate nell’ordine di due o tre punti percentuali, nei primi mesi del 2008 la flessione è raddoppiata. La diminuzione è più vistosa nelle grandi città, dove il calo percentuale talvolta raggiunge la doppia cifra.
Un altro importante parametro, utilizzato per definire il mercato immobiliare, è costituito dal tempo medio trascorso da quando si mette in vendita l’immobile, fino all’acquisto. Attualmente è stimato intorno ai 5 mesi d’attesa, con un andamento che dal 2007 al 2008 è rimasto sostanzialmente immutato.
Infine, il costo medio degli edifici, che nelle analisi del settore immobiliare comprendono case, uffici e spazi per gli esercizi commerciali; questo va in direzione di una sostanziale contrazione. Dato decisamente non incoraggiante, se consideriamo che nel secondo semestre dello scorso anno si è registrato un lieve aumento dei prezzi, attestatosi attorno ai due punti percentuali.
In conseguenza di tutto ciò, notiamo una ripercussione anche sui fatturati delle attività bancarie e finanziarie, poiché si erogano molti meno mutui in questo inizio 2008 (meno 10% rispetto ad un anno fa). Ciò è ancor più grave, se consideriamo che tutto ciò andrà a gravare ulteriormente sui non brillanti numeri dell’economia italiana.
 

 

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